Giorno 6 - Rifugio Marinelli-Bombardieri

Dopo un giorno di pausa i “Guardiani del Nanga” tornano sulle Alte Vie, l’appuntamento è al mitico Rifugio Marinelli-Bombardieri

Dopo lo stop di ieri a causa del maltempo torniamo a salire, e lo facciamo arrivando nel bellissimo Rifugio Marinelli-Bombardieri.

Il rifugio Marinelli Bombardieri è stato il primo rifugio del CAI sulla alpi lombarde, la sua costruzione risale al 1880 e da qui si possono ammirare il mitico Pizzo Bernina, con il Pizzo Roseg e il pizzo Scerscen (una piccola curiosità, il pizzo Scerscen inizialmente diede il nome al Rifugio, che dopo due anni fu modificato in Marinelli, in nome del suo ideatore, e che più tardi prese anche il nome di Luigi Bombardieri, alpinista e scrittore)

Dobbiamo dire la verità, questa volta ci siamo davvero emozionati, fare lo spettacolo con una scenografia così imponente non ci era mai successo.

“Dando una rapida occhiata al versante Rupal si capisce che non è possibile scalare quella parete.
4500 metri di strapiombo.
Tra ghiacci perenni, seracchi e vento che spazza via ogni certezza.
La neve soffice, senza un sentiero o un cammino tracciato, indica che probabilmente sono i primi esseri umani a mettere piede lassù.
Ed è allora che la montagna parla.
Un’enorme valanga si stacca dalla parete, rombando arriva a valle, coprendo tutto ciò che incontra.
Qualsiasi traccia si stia cercando di lasciare qui, la montagna la porterà via con un colpo di tosse, scrollando le sue potenti spalle.”

Parlare di una montagna così imponente, e avere alle nostre spalle quei giganti ci fa sentire piccoli e allora stesso tempo circondati di una bellezza senza tempo.

“Mentre lasciamo il Campo 1 vediamo due valanghe staccarsi con un rumore sordo. Cammino, la gamba affonda per tre quarti nella neve e penso alla voce di questa montagna. Tanto bella quanto pericolosa.

Penso al fascino di questa regina di ghiaccio che da un lato ti ammalia con il suo canto di sirena e ti richiama alla vetta, dall’altro acuisce i tuoi sensi, improvvisamente reattivi e ti fa prendere in velocità decisioni che possono salvarti la vita. 

Spostarti di un metro a destra o a sinistra può esserti fatale.

Siamo due formiche invisibili sul fianco di un gigante.

Vediamo sopra le nostre teste due enormi seracchi a falce, pronti a staccarsi da un momento all’altro.” 

Ed eccoci qui, catapultati nello spettacolo e nelle storie dei nostri “Guardiani”, siamo pronti a raccontarvele ancora, domani, per l’ultima volta.

Vogliamo ringraziare il pubblico che è salito fin quassù, e oltre, fino a 8126 metri a raggiungere la nostra vetta. E grazie alla Fondazione Bombardieri che ci ha voluto qui, in questa foto Mina e Massimo – che oggi sono saliti con noi – si prendono cura della targa in memoria di Luigi Bombardieri e il suo elicotterista, che perirono in un incidente nel 1957.

Ringraziamo anche per la splendida accoglienza i ragazzi del Rifugio.

 

Le foto della giornata di oggi, nella gallery sottostante, sono davvero spettacolari!

Ultimo appuntamento per domani, vi aspettiamo!
Venerdì 6 agosto – Rifugio Bignami ore 14:00

Giorno 6: le foto