[DRAMMATURGIA]
Giovanna Scardoni

[REGIA]
Stefano Scherini
Woody Neri

[CON]
Woody Neri
Giovanna Scardoni
Stefano Scherini

[LUCI]
Anna Merlo

[MUSICHE]
Andrea Gianessi

[AIUTO REGIA E VIDEO]
Nicola Ciaffoni

[ORGANIZZAZIONE]
Alice Cinzi

LO SPETTACOLO

La struttura di questa società è specchio di un’intima pulsione di morte che ci appartiene fin dall’inizio dei tempi oppure desideriamo la morte perché costruiamo una società insopportabilmente aggressiva e
necrofila?

In Corea del Sud la media giornaliera di suicidi di giovani tra i 9 e i 24 anni nel 2013 era di 33 al giorno. Nel
2060 solo l’11% dei coreani avrà meno di 24 anni. Le cause sono per lo più legate alle pressioni scolastiche,
economiche e lavorative. Un’indagine su un campione di uomini e donne di 80 anni ha prodotto come
risultato una somma di sole 46 ore di felicità percepita.
La Corea del Sud è simbolo di una società capitalistica produttiva molto avanzata tipica delle economie
occidentali.
Alcune delle più importanti aziende coreane, la Samsung Electronics e la Hyundai Motor, per esempio, per
aiutare a prevenire il suicidio e limitare la carneficina dei quadri dirigenti e degli impiegati, si affida a una
società esterna, la Korea Life Consulting, per mettere in scena finti funerali: tecnicamente succede che la
persona viene accolta, le viene richiesto di redigere un testamento in mezz’ora, le viene fatta una foto
“santino”, viene poi condotta in una stanza fredda, “la sala della morte”, dove viene sigillata in una cassa per
15 minuti.

Una volta aperti i coperchi, i resuscitati vengono interrogati su come si sono sentiti.
Anche le “finte morti” vengono effettuate in serie: 20 persone a turno. Questa pratica è diventata parte
integrante della formazione presso la Samsung, che ha costruito un proprio finto centro funebre interno
all’azienda.

Almost Dead/46 ore di felicità diventa dunque un’indagine a quadri che si concentra, si sviluppa, si apre e
si rispecchia nella domanda. Nella possibilità di farsi una domanda che non riusciremmo a farci se non
fossimo coscienti di non essere felici.
Darsi tempo per una domanda. Che non prevede una risposta ma apre semmai ad altre domande, una
dietro all’altra, una accanto all’altra, come le infinite particelle che interagendo compongono l’Universo.

Durata: 1 ora e 20 minuti

Destinatari: Pubblico adulto

Foto di scena